Pennini e portapenne: gli strumenti dei calligrafi italiani
Un'analisi dei diversi tipi di pennini usati nella tradizione calligrafica italiana: dalla punta flessibile al pennino copperplate, fino ai moderni acciai.
Archivio editoriale • Calligrafia italiana
Pennini, inchiostri, carte e corsivi: un percorso documentale tra le tradizioni calligrafiche della penisola.
Un'analisi dei diversi tipi di pennini usati nella tradizione calligrafica italiana: dalla punta flessibile al pennino copperplate, fino ai moderni acciai.
Dalle formulazioni storiche a base di tannino agli inchiostri ferro-gallici: come la scelta dell'inchiostro influenza il tratto calligrafico e la durabilità del documento.
Nata nelle cancellerie rinascimentali, la scrittura italica è rimasta il riferimento estetico della calligrafia italiana. Una guida alla postura, all'angolazione e al ritmo del tratto.
La calligrafia in Italia ha radici profonde che risalgono agli scriptoria medievali e alle cancellerie rinascimentali. Firenze, Roma e Venezia sono stati per secoli centri di elaborazione di stili grafici che hanno influenzato l'intera tradizione occidentale. Ancora oggi, nelle botteghe artigiane e nei laboratori specializzati, si tramandano tecniche che non hanno equivalenti nella produzione industriale.
Questo archivio raccoglie documentazione sugli strumenti — pennini, portapenne, calamai — sulle carte e pergamene utilizzate, sulle formulazioni di inchiostro e sulle tecniche di esecuzione delle principali famiglie calligrafiche italiane: il corsivo italico, la cancelleresca, il rotonda e le sue varianti regionali.
Le fonti utilizzate includono trattati storici, raccolte di musei specializzati e documentazione prodotta da associazioni di calligrafia attive nel territorio nazionale, come la Calligrafia italiana descritta nell'enciclopedia libera.